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About wonder

Questo mese sulla nuvola siamo invitati a cogliere la meraviglia che si cela nelle cose, a divenire consapevoli che la qualità del nostro sguardo è ciò che ci permette di scorgere la bellezza e la grandiosità che risiedono in ogni cosa del mondo.
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Quanti esseri viventi abitano questo pianeta!

Pensate ai numerosissimi tipi di piante, alghe, funghi e fiori diversi che popolano i vari habitat del globo, e quante specie di animali! Il regno del dominio degli eucarioti conta in totale più di 1.800.000 specie di organismi classificati e il numero di specie via via scoperte è in costante crescita. Solo quest’informazione produce in me un senso di immensa meraviglia e incanto, facendomi sentire parte di un disegno divino fatto di abbondanza e perfezione.

Se poi ci interessiamo alla natura e ai meccanismi di sopravvivenza di alcune di queste specie, l’incanto si manifesta ancor di più!

Lasciamoci quindi ispirare da alcune meraviglie del creato:

Soluzioni stravaganti: flying duck orchid

Esiste unorchidea australiana, dall’aspetto piuttosto stravagante che, grazie alla particolare forma del suo fiore, si è meritata il nome comune di “Flying Duck Orchid” (il suo nome scientifico è invece caleana major). È un’orchidea di piccole dimensioni, raggiunge un’altezza massima di circa 50 cm. Di origine Australiana, si riscontra nella zona compresa tra il Queensland e il South Australia, dove in queste zone è considerata a rischio d’estinzione a causa della sua debole capacità di riprodursi combinata alla raccolta illegale di questa specie in natura. Nel  periodo di fioritura (settembre-gennaio) produce da due a quattro fiori di colore marrone rossastro lungo il suo stelo, che sembrano raffigurare delle anatre che spiccano il volo. La coltivazione di questa pianta risulta essere molto difficile, in quanto nel suo habitat naturale stringe un forte legame di simbiosi con un fungo riscontrabile solo in Australia.

Vegetali “queer”

Rimanendo sempre nel regno vegetale, lo sapevate che, al contrario di noi esseri umani, i vegetali possono abilmente modificare un gene specifico all’interno della loro catena di DNA?

Nello specifico l’ACS11 è ciò che in una pianta ha il compito di decidere se far sbocciare fiori di sesso femminile, maschile o talvolta entrambi.

Studiando il DNA ad esempio del cetriolo o del melone, sono stati scoperti i meccanismi che portano alla formazione del sesso della pianta. Ed è stato analizzando il DNA di questi che è stato possibile identificare il gene che svolge il ruolo di “interruttore genetico” con il preciso compito di generare la futura identità sessuale della pianta e questo accade in quanto, all’interno dello stesso, ci sono le “istruzioni” necessarie per la sua produzione.

Incredibile, no?

Di necessità virtù: i pinguini

Passando al regno animale, parliamo di uno degli animali a mio parere più buffi e sorprendenti: i pinguini. I pinguini, quei simpatici animali dalla goffa andatura su zampe palmate e corte che, quando si spostano sui ghiacci, sono soliti lasciarsi scivolare sul ventre, aumentando così la velocità e riducendo lo sforzo.

I pinguini sono uccelli che non volano (!) meglio adattati alla pesca subacquea. Le loro ali si sono trasformate in pinne mentre le piume sono diventate una sorta di pelliccia folta e rasa, e uno spesso strato di grasso cutaneo li protegge dal freddo. Quasi tutti i pinguini vivono nei mari freddi della regione australe, e molti si trovano in posti freddissimi come l’Antartide e sono l’unica specie abitante di quest’area che non va mai in letargo! Sono uccelli sociali, che si riuniscono in gruppi più o meno numerosi, soprattutto durante il periodo riproduttivo. Nel resto dell’anno, le grandi colonie si frammentano in gruppi più piccoli in cui gli individui possono collaborare tra loro per la cattura dei pesci. Le femmine depongono da uno a due uova da cui nascono pulcini che debbono essere nutriti per lungo tempo. I pinguini tendono a formare coppie stabili, che possono durare diversi anni e sono fondate sulla partecipazione di entrambi i coniugi alle fatiche della riproduzione. In una colonia formata da centinaia o migliaia di individui che si somigliano moltissimo, il riconoscimento avviene grazie alle vocalizzazioni, che sono complesse e variabili.

La natura ha creato un disegno piuttosto intricato e contorto per questi animaletti ed è meraviglioso quanto sia grande la loro tenacia, forte la loro dedizione nel far crescere la loro famiglia e quanto acuta sia la loro intelligenza e senso di comunità.

Inoltre, nonostante li vediamo muoversi con difficoltà in queste grandi distese glaciali, si distinguono tra le altre specie per la loro proverbiale abilità di pescatori: il pinguino imperatore, per esempio, compie immersioni lunghe fino a 18 minuti e si spinge fino a 500 m di profondità!

Intelligenza emotiva: l’octopus

Poi ci sono i polpi!

I polpi vivono nelle profondità dei mari, luoghi noti per la presenza costante di pericoli in agguato, ma sono animali sprovvisti di vere e proprie “armi di difesa”, la spruzzata di inchiostro che tutti conosciamo funge infatti come semplice distrazione, con un mix di odori e colori disorientanti.

Il loro più raffinato sistema di difesa è quindi…la loro intelligenza! Posseggono più di un cuore e si definiscono cefalopodi (ovvero con il cervello distribuito nel corpo e nei tentacoli), hanno sviluppato una raffinatissima abilità di mimetizzarsi e sono dotati di una profonda intelligenza emotiva.

Possiamo sorprenderci della loro sensibilità sopraffine dal racconto del documentario “My octopus teacher” di Pippa Ehrilich e James Reed del 2020. Questo documentario racconta la relazione tra un free diver e un polpo. Ebbene sì, la loro va davvero chiamata relazione. Infatti i due, nell’arco di qualche mese, instaurano una vera e propria amicizia: si riconoscono, si cercano e comunicano.

Tutte queste storie ci mostrano le sorprendenti qualità che gli esseri viventi mettono in atto per manifestarsi e stare al mondo, le infinite possibilità, i meccanismi assurdi e allo stesso tempo estremamente perfetti che uniscono gli esseri viventi.

La magia del toroide

Cos’è il toroide?

Il vocabolario scientifico Treccani lo definisce così: “curva piana algebrica dell’ottavo ordine, parallela a un’ellisse (cioè formata da due rami, uno interno e uno esterno all’ellisse, costituiti da tutti e soli i punti equidistanti da un’ellisse), così detta perché è il contorno della proiezione di un toro su un piano da un punto di proiezione all’infinito. – La superficie è generata dalla rotazione di una curva piana chiusa non intrecciata (ma non una circonferenza), di solito si tratta di una curva quasi circolare o quasi ellittica intorno a una retta del suo piano, esterna a essa.”

Il toroide è il modello ricorrente che descrive la natura per l’evoluzione dalla vita in tutte le scale. E’ la forma primaria di tutta l’esistenza. Un esempio sono i sette muscoli importanti nel cuore che formano proprio un toroide.

Il toroide è il modo in cui la natura crea e sostiene la vita. E’ un vortice di energia a forma di ciambella e che si trova ovunque, dagli atomi alle galassie. Può servire anche come modello di sostenibilità, lo troviamo infatti in tecnologie come ventole, propulsori, generatori ecologici e dispositivi delle nuove energie.

L’energia fluisce da un’estremità, circola attorno al centro e fuoriesce dall’altra parte. Essa è bilanciata, si autoregola ed è sempre integra. La si può vedere ovunque: negli atomi, nelle cellule, nei semi, nei fiori, negli alberi, negli animali, negli umani, negli uragani, nei pianeti, nelle stelle, nelle galassie, nell’intero cosmo.

Di fronte alla perfezione di questo disegno universale non posso che sentirmi onorata di fare parte di un disegno perfetto che ci accomuna tutti gli esseri viventi, facendoci sentire un tutt’uno con l’intero universo. 

Ecco

un video esplicativo:

Mi inchino di fronte a queste scoperte e cerco di incarnare questa vita che mi è stata donata con stupore, meraviglia e devozione.

Consapevole dei limiti della mia conoscenza e felice di affidarmi all’intelligenza del creato, so di non essere sola.

Namaste

Irene Romano 

nuvola teacher